Corso per imparare a litigare bene, con l’aiuto di Aristotele e Schopenhauer.

Laboratori condotti da Clelia Sedda e ideati con Alberto Bolognini.

Oggi come nel passato, le battaglie si giocano sui media a suon di parole. Con la nascita dei social la retorica è diventata una delle armi, se non la più importante, per con-vincere. Questi incontri hanno il fine di analizzare, riconoscere e non farsi sopraffare dagli errori dell’argomentare. Per aspiranti erroristi e amanti delle difficoltà, che non si arrendono alle banalità.

I capolavori dell’arte in controluce:
errori, sviste e meraviglie nascoste

Dal 20 ottobre, 3 giovedì ore 17

L’arte è un percorso accidentato in cui grandi capolavori sono emersi dal rischio dell’oblio talora in modo del tutto casuale. Falsi ritrovamenti, attribuzioni erronee, copie passate per originali, restauri disastrosi: un intreccio di vicende umane tra le più incredibili, spesso frutto di errori impensabili. Cosa sono i cosiddetti “pentimenti” e perché conoscerli significa capire la storia segreta di un’immagine. Inoltre, a causa di titoli assegnati con troppa fretta, chiamiamo ancora opere celeberrime col nome sbagliato, confondendo figure della mitologia o della Bibbia con altre, e rendendo il senso della scena comicamente enigmatico. Tra sviste clamorose e superficialità finite nei libri di studio, questo corso è una riscoperta di capolavori che ci aiuterà a restituire la verità alla bellezza.

Mistero e simboli della geometria sacra
Fra arte e scienza

Dal 15 ottobre, 6 sabati ore 10

La Geometria Sacra è la struttura morfogenica che sta dietro la realtà stessa ed è alla base delle leggi numeriche. Viene definita come “l’emblema del cosmo” e a volte chiamata “linguaggio della luce” o “linguaggio del silenzio” in quanto utilizza le forme archetipiche dei simboli grazie alle quali la mente umana è in grado di riconoscere e produrre i significati racchiusi nei segni. È provato infatti che il cervello trasforma tutte le informazioni in immagini prima di convertirle in pensieri, parole e concetti. Senza esserne coscienti, conosciamo la realtà al contempo mediante la percezione delle forme e la cognizione delle parole o dei numeri. Per questo motivo la Geometria Sacra è sin dalle epoche più lontane impiegata nella costruzione di insediamenti di culto, edifici religiosi e anche monumenti dedicati al potere laico o pagano: perché ha per scopo essenziale la comprensione intima delle leggi e dei misteri dell’universo.

Gli errori nella storia della medicina

La storia del pensiero scientifico occidentale e il lungo cammino della ricerca medico-scientifica sono tracciati da grandi errori e grandi “eretici” che hanno riconosciuto e provato a correggere tali errori con osservazioni e teorie che si sono poi rivelate giuste. Sono coloro che un tempo sono stati giudicati folli, visionari, sobillatori o addirittura poveri di spirito e che poi hanno cambiato il mondo. Così era ieri e così è ancora oggi. Così è successo per ogni grande innovazione che ha trasformato la medicina e la vita sul nostro pianeta. Un tempo questi pensatori erano messi al rogo o nella migliore delle ipotesi scomunicati. In tempi più recenti radiati dalle accademie e isolati fino a perdere il posto, la carriera o la nomination per il Nobel. Troppo spesso le idee troppo audaci sono anche troppo sconvenienti perché obbligano a rivedere e a rivoluzionare non solo il proprio modo di pensare ma anche intere e consolidate linee produttive o, nel caso della medicina, strategie diagnostiche e terapeutiche. Sono storie che hanno insegnato e insegnano all’umanità intera che la verità assoluta non si addice alla scienza e neanche alla medicina e che perciò è importante dubitare, sbagliare e sapersi correggere.
“Chi non ha mai commesso un errore, non ha mai provato nulla di nuovo” (Albert Einstein).

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Sentimenti, ragione, emozioni ed errori

Corso per imparare quali sono i fattori dell’attrazione; quanto incida l’esperienza familiare nella nostra vita affettiva; quali siano i criteri di una scelta consapevole nelle nostre ricerche d’amore e infine capire perché per amare – e prima di tutto amare se stessi – sia necessario conoscere se stessi: la conoscenza come atto d’amore è infatti il passo più delicato e difficile.
Si indagherà inoltre la differenza tra emozioni primarie e sentimenti, il ruolo che le emozioni giocano nei nostri meccanismi di difesa e nel processo di adattamento alla realtà; l’importanza del rapporto genitori-figli e come i primi anni della formazione siano un laboratorio fondamentale per la costruzione della coscienza personale; come liberarsi delle relazioni tossiche che ci tengono legati a persone incapaci di condividere esperienze costruttive e gioiose. Infine, come gestire senza impazzire i mezzi di comunicazione di cui non possiamo fare a meno ma che non sempre riflettono le circostanze reali dei rapporti interpersonali.

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Manipolazioni e altri artifici

In che modo è possibile manipolare la mente umana in modo da farle credere che sia reale ciò che non lo è? Quali sono le tecniche oggi utilizzate dai media, dalla pubblicità e soprattutto dai dispensatori di informazioni? In quale modo si possono creare intere correnti di pensiero sulla base di un pregiudizio per pilotare i gusti e desideri della gente? In quale modo sono utilizzati i nostri dati per cui “se non paghi per il prodotto, sei il prodotto”? Cercheremo di capire in che modo la percezione e la cognizione umana sono costantemente vulnerabili.

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Ragioni dell’errore di una inconscia rimozione collettiva

La morte è l’evento più tragico che ci sia dato di conoscere e allo stesso tempo quello di cui sappiamo meno in assoluto. La vita invece è tutto quello che abbiamo in questo mondo e, proprio in ragione dell’affermazione precedente, sprecarla e la follia più grande di tutte.
Dunque vita e morte sono indissociabilmente complicate, non si sovrappongono mai, forse si toccano appena, e l’una sembra escludere l’altra tranne che nel conferire un senso d’insieme all’avventura umana.
La società di ogni tempo si è organizzata spontaneamente, mediante la cultura, per convivere con l’accadimento della morte o rimuoverne l’idea dall’orizzonte percettivo comune, al fine di “neutralizzare” il più tragico di tutti gli eventi. Ma cosa sappiamo ancora oggi della morte? In che modo “la fine di tutto” conferisce un senso alla vita a seconda del concetto che se ne ha, delle emozioni che suscita il pensarla e dell’idea del tempo ad essa sotteso nella coscienza di ciascuno?

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